PITEGLIO
INFORMA
| Periodico di informazione dell'Amministrazione Comunale |
| A testimonianza del grande interesse culturale
che circonda il territorio di Piteglio, anche
quest'anno hanno visto la luce numerose pubblicazioni
che valorizzano, arricchiscono e svelano
importanti segreti sulla nostra comunità. Gli ultimi cinque anni sono stati ricchissimi di importanti contributi: in questo periodo sono stati realizzati più di dieci nuovi libri ad alcuni ha collaborato o addirittura sono stati relizzati direttamente dall'Amministrazione comunale, altri hanno invece raggiunto il pubblico grazie all'impegno di Associazioni o anche semplici cittadini innamorati del nostro territorio. Ecco i titoli più recenti: L'eredità dei templari di Elena Cecchini Catani Diple Edizioni L'indiscutibile fascino riscosso nei secoli presso studiosi e intellettuali dall'ordine religioso-militare detto de1 Tempio, che fu istituito a Gerusalemme nel 1119 da Ugo di Payns e Goffredo dì St. Omer per la protezione dei pellegrini è infatti ascrivibile sì, alla suggestione di quell'ideale missionario-militare che vide in due secoli oltre settantamila Templari cadere in difesa della Cristianità, ma anche ai misteri che da quasi un millennio ammantano la realtà templare: da quel Tempio di Gerusalemme in cui hanno 'fulcro' le tre Religioni monoteiste, alle verità delle quali i Cavalieri del Tempio si dice fossero depositari, ai 'segreti' attinenti il (mai trovato) tesoro templare e, soprattutto, quel "Segreto" con la esse maiuscola che sarebbe stato suddiviso in sette parti, ciascuna delle quali da ricongiungersi alla precedente ogni 120 anni. Prunetta, bellissimo borgo appenninico, sorse sull'omonimo passo allorquando, dopo l'estinzione dei Templari, perseguitati nel 1314 da Filippo il Bello su autorizzazione di Papa Clemente V, che ne aveva soppresso l'ordine, venne distrutta la Rocca di Brandeglio, ex magione templare nella quale avevano assunto dimora banditi e predatori. Proprio con le pietre della Rocca, i popolani realizzarono le prime case di Prunetta, le cui correlazioni con il templarismo non si esauriscono certo con questo. Come, del resto, quelle di larga parte del territorio comunale di Piteglio, il cui capoluogo ha di per sé testimonianze inconfutabili: basti dire che era intitolato a San Bernardo di Chiaravalle, cioè l'estensore delle Regole templari, un oratorio che fu realizzato su iniziativa di un Fanoi (come Podestà in carica), cioè di un'appartenente a una famiglia che ha storicamente -come del resto varie altre: basti citare quella degli Antonini, più di un collegamento con il Templarismo. Elena Cecchini Catani, attraverso una rigorosa quanto approfondita ricerca ricca di riferimenti bibliografici e documentari, indaga mirabilmente su storia, segreti, ritualità ed anche inquietanti singolarità (la 'maledizione) dei Templanì, avanzando anche alcune ipotesi non meno affascinanti. Non rimane dunque al Lettore che accedere alle pagine del libro, per conoscere quanto di affascinante Elena Cecchini Catani ha scoperto circa non solo i collegamenti tra Templari e la sua Prunetta, ma anche le tante altre suggestive questioni attinenti Cavalieri del Tempio, Storia, Religiosità ed esoterismo, Massoneria compresa naturalmente. Alessandro Tonarelli (Giornalista) Stasera ti racconto di Giorgio Ducceschi Istituto storico della Resistenza Ancora racconti, ancora Prunetta e il suo circondario nei brani struggenti di Giorgio Ducceschi. Racconti scritti tanti anni or sono per una memoria spicciola di paese e paesani che, magari, volevano dimenticare le ristrettezze della vita in montagna e sognavano le comodità della città. Brani di vita e di riflessioni fatte da un giovane che, invece, a quella montagna, a quei boschi e a quelle piagge, era ed è tenacemente attaccato. Ha avuto ragione Giorgio e, alla lunga, molti sono ritornati, come tanti figlioli prodighi, al Natìo Borgo Selvaggio ed ora possono attingere e rinverdire i ricordi sbiaditi dalla lontananza con quanto lui ha salvato dall'oblio del tempo e della moda. Raccontini semplici perché dovevano essere godibili da tutti; storie che dovrebbero essere lette davanti ad un caminetto con contorno di frugiate e divino "uovo, per i giovani che non sanno e per i vecchi che hanno dimenticato. Tolti da una primitiva edizione minima nel giornalino della parrocchia, vengono ora proposti, integrali e senza alcuna modifica, ad un pubblico più vasto e smaliziato che, forse, sorriderà dell'ingenuità e della semplicità di pensiero di quei tempi lontani. Erano comunque i tempi della speranza, parola oggi forse senza significato dato che il futuro si presenta denso di nubi nere anche per noi benestanti, i tempi della ricostruzione materiale e morale dopo i disastri della guerra, i tempi del primo benessere materiale, del riformarsi, liberamente, di associazioni democratiche attorno alla parrocchia e non solo. Tutto questo microcosmo umano è narrato con attenzione al particolare e con profonda riflessione, anche interiore, da un giovane Ducceschi che oggi, insieme a noi tutti, si rilegge ventenne e ci trasporta indietro nel suo e nel nostro tempo perduto. Roberto Barontini (Presidente dell'Istituto storico della Resistenza) Il sistema di protezione magico di Piteglio e della Montagna Pistoiese di Arianna Cecconi Bruno Mondadori Editore con il contributo del Comune di Piteglio Quando alcuni anni fa l'autrice di questo libro si inoltrò per la prima volta su per le pendici della montagna pistoiese non aveva il minimo sospetto di ciò che l'attendeva, lo scopo di Arianna Gecconi era di raccogliere materiale per la sua tesi, un lavoro che doveva avere a che fare con qualche "strana usanza" magica della zona, relitti di epoche ormai dimenticate. Tuttavia, più prendeva confidenza con quei luoghi e con gli abitanti dei villaggi della montagna, più Arianna Cecconi si addentrava in un mondo ricco di storie, di idee e di pratiche vive e attuali. Ciò che venne delineandosi fu infatti l'esistenza di complesso e articolato "sistema di protezione magico" ancora in uso in quelle zone montane dell'alta Toscana. Dalle pagine di questo libro affiora più volte il modo conversativo e partecipante con cui l'autrice ha condotto la propria ricerca. Entrare in contatto con donne, uomini e ragazzi, parlare con loro di idee, credenze, pratiche, parole che il mondo moderno condanna o irride come "magiche', non è stata impresa facile. Ma Arianna Cecconi c'è riuscita consentendoci, con il suo viaggio attraverso il sistema di protezione magico di Piteglio e della montagna pistoiese, di capire il significato che queste pratiche e queste idee hanno oggi Il risultato della ricerca di Arianna Cecconi va tuttavia al di là della "riscoperta" di credenze antiche. Tale risultato consiste infatti nell'aver svelato le mutazioni e le permanenze di questo complesso reticolo di idee, rappresentazioni e pratiche magiche di cui si avvalgono gli individui di fronte alle inquietanti incertezze della modernità. Il libro tocca una serie di tòpoi tipici e meno tipici di questo genere di letteratura antropologica: il conflitto tra i culti e credenze locali da un lato, e le posizioni della Chiesa dall'altro; l'ambiguo rapporto tra pratiche magiche e devozione religiosa; i rapporti tra questa forma di magia socialmente "solidale" che esclude per tradizione il denaro, e la magia urbana mediatica che invece fa del denaro il principale principio di funzionamento. Per parte nostra non possiamo che rallegrarci di fronte al modo in cui Arianna Cecconi ha saputo offrire risposte convincenti a molte di tali domande, e al tratto gentile e leggero con cui ha saputo dar voce ai protagonisti di queste storie, ottenendo così il premio più grande che un'antropologa o un antropologo può attendersi dal proprio lavoro: la fiducia, la confidenza e la simpatia dei suoi interlocutori. Ugo Fabietti (Ordinario di antropologia presso l'Università di Milano "La Bicocca") |