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Lo Stemma di Piteglio

StemmaLa storia del cervio di Piteglio


"Tanto tempo fa, dove oggi si trova il paese di Piteglio, c'era un antica torre che serviva d'appoggio alle guarnigioni romane per passare in Gallia.
In quel tempo gli abitanti di Piteglio erano in guerra con i popoli che stavano nei monti di Popiglio, Limano e Vico. Una notte questa popolazioni passarono il Torrente Lima per assalire quelli di Piteglio.

A quel tempo era risaputo che nelle selvi vicine alla torre ci fossero molti cervi, uno di questi, il più bello, fu risvegliato dal rumore dei guerrieri nemici e, vedendo quello che stava per succedere, si mosse a gran carriera contro quelli, facendo un gran scompiglio nelle loro file.
Nello scontro il cervio rimase ferito, al che tornò indietro per avvisare quelli di Piteglio. Arrivato alla torre si alzò in piedi e con gli zoccoli bussò al portone. Le sentinelle, nel sentire quel rumore, andarono ad aprire e fu loro stupore e maraviglia vedersi davanti un cervio quasi morto dalle ferite. Lo fecero entrare e sdraiare per terra, a questo punto si accorsero che sulle sue enormi corna c'erano attaccati dei brandelli di stoffa che subito riconobbero eser delle vesti dei loro nemici. Fu in quel momento, rendendosi conto del pericolo che stava per arrivare, che dettero l'allarme, scongiurando così il pericolo che gli abitanti fossero sopraffatti nel sonno. I piteglini, dopo aver avuto la meglio sui nemici, per molti giorni curarono il cervio, dandogli da mangiare e da bere e, quando le sue ferite si furono rimarginate, lo rimandarono libero nelle selvi.
Fu per questo fatto, che gli abitanti di Piteglio rimasero per sempre riconoscenti a quel cervio che salvò le loro vite, tanto da ricordare la storia e mettere la sua immagine nello stemma della comunità
."

I vecchi piteglini sono sempre stati orgogliosi di vantare origini nobili ed assai antiche del loro paese in quanto la tradizione popolare vuole che Piteglio derivi da Petilio, un console romano che, si dice, perse la vita combattendo per queste montagne e fu sepolto nella rocca che da lui prese il nome.
Ad avvalorare la presenza romana sul territorio, oltre alla toponomastica fondiaria latina è significativa la sopravvivenza di particolari espressioni usate per indicare alcuni tratti di antiche strade.

La storia del cervo, sembra prorio far riferimento al lontano periodo storico della romanizzazione in cui si condussero le lunghe e sanguinose battaglie contro le popolazioni liguri. Nella storia popolare infatti, si fa menzione di una torre, di un insediamento militare usato dai romani come punto di sosta per transitare in Gallia. Si accenna inoltre ad una guerra combattuta contro popoli che vivevano al di là della sponda destra del torrente Lima, una identificazione geografica locale verosimilmente rispondente alla posizione dei vasti torrenti montuosi, occupati in quel tempo dal grosso delle bellicose tribù liguri: la Garfagnana, le Apuane, il Frignano.Nella leggenda del cervo si esaltano soprattutto le eroiche gesta dell'animale che, attraverso la sua straordinaria azione salvifica, rende manifesto l'intervento divino. Il cervo, per le sue alte corna che si rinnovano periodicamente, è ritenuto il simbolo del rinnovamento ciclico del mondo e, come è stato rilevato da più parti, rappresenta la fertilità della natura, degli animali e degli uomini stessi.
Spirito protettore, signore delle selve e nello stesso tempo delle iniziazioni dei guerrieri cacciatori, il cervo, animale divino, appare nelle iconografie della più alta preistoria come essere terimorfo: metà cervo dalle grandi corna e metà umano. In epoche più vicine è raffigurato eccezionalmente in piedi e venerato come vero e proprio Dio - Cervo in tutte le zone di influenza celtica.

Nell'antichità classica romana, Diana è spesso ritratta in compagnia di un cervo; definita la "vergine cacciatrice", la "selvaggia dea della natura", secondo Dumezil, trae origine da una divinità celeste indoeuropea che garantiva la continuità delle nascite e la successione dei re.

Giuseppe Mucci

Pagina aggiornata il 13/08/2008 da
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