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![]() Cervo rampante su torre |
La storia del cervio di Piteglio "Tanto tempo fa, dove oggi si trova il paese di Piteglio, c'era un antica torre che serviva d'appoggio alle guarnigioni romane per passare in Gallia. In quel tempo gli abitanti di Piteglio erano in guerra con i popoli che stavano nei monti di Popiglio, Limano e Vico. Una notte questa popolazioni passarono il Torrente Lima per assalire quelli di Piteglio. |
I vecchi piteglini sono sempre stati orgogliosi
di vantare origini nobili ed assai antiche
del loro paese in quanto la tradizione popolare
vuole che Piteglio derivi da Petilio, un
console romano che, si dice, perse la vita
combattendo per queste montagne e fu sepolto
nella rocca che da lui prese il nome.
Ad avvalorare la presenza romana sul territorio,
oltre alla toponomastica fondiaria latina
è significativa la sopravvivenza di particolari
espressioni usate per indicare alcuni tratti
di antiche strade.
La storia del cervo, sembra prorio far riferimento
al lontano periodo storico della romanizzazione
in cui si condussero le lunghe e sanguinose
battaglie contro le popolazioni liguri. Nella
storia popolare infatti, si fa menzione di
una torre, di un insediamento militare usato
dai romani come punto di sosta per transitare
in Gallia. Si accenna inoltre ad una guerra
combattuta contro popoli che vivevano al
di là della sponda destra del torrente Lima,
una identificazione geografica locale verosimilmente
rispondente alla posizione dei vasti torrenti
montuosi, occupati in quel tempo dal grosso
delle bellicose tribù liguri: la Garfagnana,
le Apuane, il Frignano.
Nella leggenda del cervo si esaltano soprattutto
le eroiche gesta dell'animale che, attraverso
la sua straordinaria azione salvifica, rende
manifesto l'intervento divino. Il cervo,
per le sue alte corna che si rinnovano periodicamente,
è ritenuto il simbolo del rinnovamento ciclico
del mondo e, come è stato rilevato da più
parti, rappresenta la fertilità della natura,
degli animali e degli uomini stessi.
Spirito protettore, signore delle selve e
nello stesso tempo delle iniziazioni dei
guerrieri cacciatori, il cervo, animale divino,
appare nelle iconografie della più alta preistoria
come essere terimorfo: metà cervo dalle grandi
corna e metà umano. In epoche più vicine
è raffigurato eccezionalmente in piedi e
venerato come vero e proprio Dio - Cervo
in tutte le zone di influenza celtica.
Nell'antichità classica romana, Diana è spesso
ritratta in compagnia di un cervo; definita
la "vergine cacciatrice", la "selvaggia
dea della natura", secondo Dumezil,
trae origine da una divinità celeste indoeuropea
che garantiva la continuità delle nascite
e la successione dei re.
Giuseppe Mucci