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BOSCO LUNGO (1325) - POPIGLIO (505)
Tappa molto lunga ma non molto faticosa.
Raggiunto il crinale è possibile fermarsi
al lago Nero e affrontare la variante laghi.
Da Foce di Capolino il sentiero corre agevole
su crinale fino al paese di Popiglio, con
un dislivello di 465 metri in salita e 1285
in discesa.
Piacevoli scorci paesaggistici sui versanti
pistoiese e lucchese.
Descrizione della tappa
Lasciato l'Ostello della Gioventù, si prende
il sentiero n. 7 (rosso-blu della A.A.S T.
Abetone) che sale in un'abetaia ed in breve
si giunge al sentiero n. 102 CAI.. Per chi
avesse fatto tappa all'Ahetone, è necessario
scendere per poco più di un chilometro lungo
la strada statale fino a Boscolungo. per
riprendere il sentiero.
Questo segue un tracciato a mezza costa che,
girando intorno alle propaggini di monte
Gomito (m 1892), sale attraverso un bellissimo
bosco di faggio ed abete fino alle sorgenti
del torrente Sestaione, per poi arrivare
a Campolino.
Uno scorcio di panorama |
Lungo tutta questa prima parte del sentiero
affiorano numerose sorgenti fra cui la Sorgentc
Tea, conviene quindi rifornì usi d'acqua
per affrontare il resto della tappa.
E' possibile notare una piccola ma interessante
palestra di roccia con cinque diverse vie
ideali per l' allenamento.
Giunti in prossimità delle sorgenti del Sestaione
si incontra un sentiero (n. 104 CAI.) che
proviene dal fondo valle: seguendolo si arriva
al lago Nero; si prosegue prendendo il sentiero
n. 100 CAI. per giungere, in breve, a Foce
di Campolino (m 1785).
Da qui è possibile, percorrendo i sentieri
che scendono sul versante della Lucchesia,
raggiungere I'Qrrido di Botri e Fontana di
Troghi.
Lasciata Foce di Campolino sì segue i] sentiero
di crinale. costeggiando dapprima il recinto
della Riserva Naturale Orientata, per poi
scendere, in prossimità del Poggione (m 1771),
in un suggestivo boschetto di abeti.
La Riserva Naturale Orientata di Campolino,
posta sulla destra del torrente Sestaione
si estende su una superficie di circa 100
ettari ed è nata con lo scopo dì salvaguardare
una specie arborea autoctona assai rara sull'Appennino,
costituita dall'Abete Rosso. Nel 1936 il
prof. A. Chiarugi dell'Università di Firenze,
dopo aver compiuto alcune ricerche sui pollìni
fossili dimostrò che erano presenti, in questa
arca, alcuni esemplari di abete rosso, colonia
relitta dell'ultima glaciazione.
Tutto il sentiero, esclusi brevi tratti,
segue la linea di confine di provincia delimitato
da cippi di pietra serena di epoca granducale.
Si susseguono bellissimi panorami sia della
valle della Scesta (Lucca) che di quelle
della Lima e del Sestaione; in giornate particolarmente
nitide si può scorgere all'orizzonte il porto
dì Livorno con le navi all'ancora.
In Questa zona nel periodo estivo nascono
spontanee piante dì mirtillo e dì lampone,
nonché funghi porcini che costituiscono una
caratteristica della vallata,
Come semitappa consigliamo ''Prato Bellincioni'',
terrazza naturale sul versante settentrionale
di monte Caligi (m 1457); qui la Comunità
Montana Appennino Pistoiese ha installato
un tavolo e delle panche in legno per rendere
piùi comoda la sosta dell'escursionista.
Ripreso il sentiero, si sale rapidamente
il monte Caligì e, dopo aver superato la
Foce da cui dipartono tre sentieri rispettivamente
per Pian degli Ontani-Casotti, Balzo Nero
(na 1315) e La Lima, scendendo sulla destra
si aggira La Piastra (m 1400) e successivamente,
sulla sinistra, Montorli (m 1291).
Lungo un tracciato a zig-zag in un bosco
di faggio, si arriva alla strada forestale
che costituirà il futuro collegamento tra
Pian di Novello e Popiglio; dopo averla attraversata,
svoltando a sinistra, si continua a scendere
fino a Pian di Lagneti. Lasciato il sentiero
n. 100 C.A.I. dopo poche centinaia di metri
di strada asfaltata si giunge in prossimità
delle famose torri di Popiglio; queste, ritenute
di epoca romana, erano poste a sorveglianza
della valle della Lima.
Dalla seconda torre (più in basso) si scende
rapidamente sulla sinistra attraverso la
selva ritrovando la strada asfaltata, superata
la quale, dopo essere passati accanto al
guard-rail, troviamo la vecchia strada medioevale
che in breve scende al paese di Popiglio.
Qui non esistono alberghi o pensioni, è comunque
possibile trovare alloggio presso il convento
delle suore domenicane, situato lungo la
via principale del paese.